Recensione: Io non ti lascio solo

Titolo: Io non ti lascio solo
Autori: Antoni Gianluca
Genere: Narrativa - Giallo
Editore: Salani Editore
Pagine: 288
Goodreads: ðŸŒŸðŸŒŸðŸŒŸðŸŒŸðŸŒŸ/5
Recensione di: Uno Come Tanti (Matteo Bocchiola)
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Sinossi


L'amicizia è affrontare insieme la paura. Lo sanno bene Filo e Rullo, due ragazzini diversissimi eppure inseparabili, che decidono di scappare da casa e di avventurarsi tra i boschi, alla ricerca del cane di Filo, perso durante un temporale. Per ritrovarlo si spingono fino alla cascina di Guelfo Tabacci, uno schivo montanaro di cui si mormora che anni prima abbia ucciso suo figlio. Così, l'ingenuità della loro fuga lascia il posto ai terribili segreti del mondo degli adulti. Molto tempo dopo, nella cantina di quello stesso casolare vengono ritrovati due diari. Sono stati proprio i due amici a scriverli, consegnando a quelle pagine ingiallite la soluzione del mistero e il racconto, insieme crudo e poetico, di un'estate destinata a cambiare per sempre le loro vite. In un paesaggio dominato dal contrasto tra la luce dell'eterna innocenza e il buio del dolore, Gianluca Antoni mescola le atmosfere del giallo a quelle del romanzo di formazione. Con colpi di scena e toni delicati, racconta i rapporti tra genitori e figli, le strategie imprevedibili con cui affrontiamo la perdita, ma anche la tenacia di legami fatti per sopravvivere al tempo.

Recensione


È un giorno come tutti gli altri, quello in cui il maresciallo Giuseppe De Benedictis riceve due diari, uno nero e l'altro rosso. Una volta aperti, è possibile leggere il nome di coloro che li hanno tenuti: Filo e Rullo. Fiumi di parole, scritte con un inchiostro blu, riempiono i due diari, nei quali è stato annotato ogni dettaglio risalente a un fatto accaduto vent'anni prima, che ha visto i due giovani ragazzi protagonisti di una mirabolante, quanto rischiosa, avventura. Riconsegnati i diari a Filo, divenuto ormai adulto, la mente torna al passato, a quando, allora dodicenne, coinvolse l'amico Rullo nella ricerca di Birillo, il suo cane, fuggito, mentre era a caccia di tartufi con il padre, per via di un temporale. Spinti dal forte desiderio di ritrovare l'animale, i due ragazzi si diressero sulla montagna in cui l'uomo si era recato, tra boschi ombrosi, per funghi pregiati. Il loro destino si scontrò inevitabilmente con quello di Guelfo Tabacci, un uomo scorbutico che viveva a valle del piccolo paesino raggiunto dai due, a cui quasi tutti gli abitanti dello stesso attribuirono la colpa della scomparsa del figlio, Tommaso, di appena due anni, avvenuta un decennio prima.
La ricerca di Birillo si trasformò nel punto di partenza dell'intricata indagine alla scoperta della verità, con cui tutti sono stati destinati a dover fare i conti, riportando alla luce dettagli, segreti e bugie legate ad un passato divenuto presente.

Io non ti lascio solo è un romanzo giallo, di formazione, scritto da Gianluca Antoni, psicologo, psicoterapeuta e autore contemporaneo italiano, edito Salani Editore.
L'opera ripercorre un momento fondamentale della storia del protagonista, Teofilo, detto Filo, ossia il vuoto lasciato dalla scomparsa del suo amato cane, Birillo, tanto sentita da spingerlo a lanciarsi nel mondo alla sua ricerca, rischiando la vita pur di salvare il suo amico a quattro zampe. Fortunatamente, però, Filo può contare sull'aiuto di Rullo, la persona a lui più vicina.
I due ragazzi sono esattamente agli antipodi: mentre Filo è temerario, intraprendente e coraggioso, Rullo è più timido e impacciato. Il primo compensa le mancanze del secondo e viceversa, definendo un rapporto speciale, quanto unico. La loro amicizia rischiara anche la notte più buia, perché la sincerità del sentimento, quello vero, non ha eguali, tanto da indurli a coalizzarsi per vincere il mondo stesso. L'unione che li caratterizza non si spezza neanche con la rabbia, perché, ciò che non distrugge, fortifica e il loro legame è destinato a sopravvivere alle sfide più ardue, riempiendo di amore anche i cuori più sofferenti. Ed è proprio insieme che decidono di affrontare Guelfo Tabacci, che, secondo loro, ha tenuto Birillo, dopo il temporale. L'uomo ha, a sua volta, un cane, un dobermann di nome Diablo, tanto furioso quanto intimorito dal padrone. La ricerca dei due ragazzi si spingerà oltre la recinzione della sua proprietà, incastrando tra loro destini non troppo estranei.

Guelfo Tabacci è stato ritenuto colpevole della scomparsa, in circostanze sospette, del figlio di due anni, Tommaso, caso a cui non è mai stata trovata una risoluzione, perché insita nel cuore dell'uomo, un groviglio di barba alzato come un muro per difendere il suo amore per il bambino.
Il suo passato è oscuro, misterioso. Si conosce solo l'allontanamento volontario della ex moglie, perennemente triste e spesso picchiata dal coniuge, a cui aveva lasciato il figlio, sapendo del suo forte senso paterno e della sua capacità di farlo stare bene - almeno lui.

La memoria di quei giorni è racchiusa all'interno dei diari tenuti dai due giovani ragazzi, segretamente celati tra le mura della cantina di Guelfo. Ogni dettaglio, ogni dialogo e ogni gesto sono stati trascritti tra le loro pagine, che diventano, a tutti gli effetti, le sole custodi della verità e che faranno luce su misteri ben più profondi e ben più impattanti della scomparsa di un animale.

Il rapporto umano viene posto al centro dell'intera opera. Amicizia tra coetanei, genitorialità tra padre e figlio, "amore" e risentimento tra coniugi sono alla base della vicenda, i punti di collegamento tra mondo fanciullesco/adolescenziale e adulto.
Filo e Rullo sono amici per la pelle - nel vero senso della parola -, disposti a tutto pur di salvaguardare e proteggere l'altro, persino a mettere in pericolo la propria vita. Il legame che li unisce è talmente forte da anteporre il bene dell'altro alle conseguenze reali e concrete. Contrariamente a questo, Filo e il padre, Paride, sono i protagonisti di un rapporto burrascoso, non semplice e per niente sereno, perché un fulmine a ciel sereno ha colpito la loro vita famigliare, segnandoli e facendo sì che costruissero muri invalicabili.
Adele e Guelfo sono l'esempio concreto di continue violenze domestiche, dove la donna, spinta all'esasperazione, fugge sentimentalmente, emotivamente e fisicamente, andando alla ricerca della propria serenità, in contrasto, però, con la sua coscienza, per via dell'accaduto tra lei e suo marito e lei e il suo amante.

Il dolore derivato da una perdita colpisce inevitabilmente la vita delle persone. Ognuno, a proprio modo, reagisce al lutto in maniera differente, chi conducendo una vita apatica, priva di sentimento o esternalizzazione delle emozioni, chi facendo esplodere la rabbia e la frustrazione, chi bevendo per annegare il dispiacere, chi dando vita a personaggi, situazioni e storie. Perché è attorno al lutto che ruota l'intera opera, alla scomparsa di chi prima c'era e, improvvisamente, non c'è più.

La vicenda si svolge lungo tre momenti temporali: nel presente, durante il ritrovamento dei diari e nel capitolo conclusivo; nel passato, quando Filo e Rullo partono alla ricerca di Birillo, vent'anni prima; in un passato remoto, quando Guelfo denuncia la scomparsa del figlio, trent'anni prima. 
I capitoli coincidono con le pagine dei diari dei due giovani, a cui fanno breccia alcuni estratti del maresciallo De Benedictis, in cui si ripercorre la vicenda "da un punto di vista esterno".
I colpi di scena sono talmente impattanti da sparpagliare in maniera continua le carte in tavola, consentendo di risolvere il mistero che lega i vari personaggi solo verso la fine del romanzo stesso.

Io non ti lascio solo racchiude la magia della purezza, all'interno delle sue pagine ricche di mistero, che invitano il lettore a proseguire la sua lettura, non lasciando Filo e Rullo soli, quasi tenendo loro la mano, perché, alla fine, gli amici non si abbandonano nel momento del bisogno, specialmente quando rischiano la vita, l'uno per il bene dell'altro, sottolineando, ancora una volta, l'importanza della sincerità dei sentimenti.

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